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NovelFarm: l’agricoltura come soluzione al cambiamento climatico e alla crisi idrica

La gestione dell’acqua è sempre più centrale per l’agricoltura e le colture rappresentano un aiuto per mitigare gli effetti del cambiamento climatico e dell’utilizzo eccessivo di suolo. Appuntamento a Pordenone Fiere per il 20 e 21 marzo.

NovelFarm: l’agricoltura come soluzione al cambiamento climatico e alla crisi idrica

Il legame clima-acqua è stretto, e NovelFarm, la mostra-convegno internazionale sulle innovazioni in agricoltura, indoor e vertical farming, in programma a Pordenone il 20 e 21 marzo, l’affronta in una sessione dedicata nel pomeriggio della prima.

“Periodi di siccità che si alternano a periodi di intense precipitazioni causano notevoli danni all’ambiente e alle colture.”

Inoltre, le modifiche all’uso dei terreni e la crescente impermeabilizzazione del suolo nelle città causano l’aumento della velocità e dell’intensità dello scorrimento delle acque superficiali. Diventa quindi fondamentale la gestione idrica in agricoltura che in Italia consuma più della metà della risorsa.

Il primo fronte del rapporto clima-agricoltura è quello dell’adattamento. Da una parte c’è l’adattamento di cosa si coltiva, dall’altra come si coltiva.

Spiegarlo in sintesi è un compito che NovelFarm affida rispettivamente a Domenico Ventrella, ricercatore del CREA, a Marco Benetti di Veneto Agricoltura e ad Amedeo Reyneri docente dell’Università di Torino, che ricorda che esistono già delle lezioni da apprendere dal settore che è nato per lavorare con poca acqua, l’aridocoltura. Che ci ha portato, per esempio, all’irrigazione a goccia, applicata anche in ambienti non aridi.

Oggi si realizzano sistemi di irrigazione sotterranei per evitare l’evaporazione, con somministrazione telecontrollata attraverso la quale si applicano anche i fertilizzanti e i fitofarmaci. Si applicano sensori e controlli digitali alle reti di irrigazione esistenti, eliminando gli sprechi e gli errori di attribuzione dei consumi. Le start-up si sono buttate su questo settore, parte del più ampio ambito dell’agricoltura di precisione.

Lo spreco alimentare è un fattore nella catena di fenomeni che porta ai cambiamenti climatici. Se una percentuale elevata di cibo prodotto viene sprecato da qualche parte nella catena, a parità di domanda, che comunque è in crescita, è necessario aumentare la produzione e le superfici coltivate.

Esistono molti modi per ridurre lo spreco alimentare, uno di questi è accorciare ed eliminare il tragitto che le derrate fanno per arrivare sui luoghi di trasformazione o direttamente di consumo. Questo è uno dei vantaggi delle coltivazioni fuori suolo e del vertical farming, rendere la produzione primaria di cibo per alcune colture indipendenti dalla località.

Anche in città come spiegano Mattia Accorsi, amministratore delegato di HIND, e Filippo Orsini del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano. Anche in queste soluzioni la gestione dell’acqua è fondamentale, sebbene il suo uso sia molto ridotto rispetto alle colture tradizionali. L’università di Pisa, per esempio, ha messo a punto un sistema, come spiega la ricercatrice Martina Puccinelli, per usare i reflui della coltivazione idroponica del pomodoro per irrigare colture di borragine.

Ma oltre che reagire e adattarsi, l’agricoltura può combattere la parte di cambiamento ambientale che deriva dall’aumento dell’anidride carbonica in atmosfera. Lo fa per esempio diventando un attore di carbon sequestration, ossia bloccando la CO2  prima che si liberi nell’aria.

Alcune delle tecniche sono antiche, come la combustione dei residui colturali in privazione d’ossigeno, producendo carbone vegetale. In questo modo, applicandolo a livello europeo, si bloccherebbero nel terreno fino a 100 milioni di tonnellate di anidride carbonica l’anno, con un beneficio anche per la salute dei suoli, che nell’Europa mediterranea sono cronicamente poveri di carbonio. Il processo avviene anche in campo, senza la necessità di impianti a parte, e richiede l’azione degli agricoltori.

NovelFarm è la mostra-convegno internazionale sulle innovazioni in agricoltura, indoor e vertical farming, organizzata da Pordenone Fiere in collaborazione con Studio Comelli – Conferences&Communication, che cura i contenuti delle conferenze e l’ufficio stampa. La manifestazione è nata nel 2020 e nell’ultima edizione tenutasi in contemporanea con AquaFarm, i due eventi hanno registrato una crescita del 62% rispetto al 2022, 130 espositori, il 35% proveniente dall’estero e quasi 7.000 mq di area espositiva.

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