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Novacoltura: intervista all’azienda acquaponica che sta conquistando tutti

Acquaponica.Blog oggi è lieta di presentarvi l’intervista a Renato Paolucci, titolare di Novacoltura, azienda in provincia di Napoli che dal 2019 coltiva e alleva prodotti in acquaponica. Grazie ai vantaggi dell’acquaponica e alla doppia produzione fra pesci e piante, questa azienda si sta espandendo e sta rivoluzionando l’approccio all’agricoltura nella regione.

Durante questa intervista scopriremo come e quando è stata avviata l’azienda, le colture e gli allevamenti prodotti che vende e l’approccio al mercato. Esploreremo i problemi iniziali nell’avvio dell’impianto di acquaponica, come sono stati risolti e i consigli per chi vuole avviare un’azienda di acquaponica in Italia.

Com’è nata l’idea e cosa viene coltivato e allevato negli impianti d’acquaponica di Novacoltura?

Conosco questa tecnica da diversi anni. Inizialmente mi affascinava l’idea di iniziare un’attività imprenditoriale con l’acquaponica. Mi piaceva il concetto di economia circolare e come le coltivazioni fuori suolo riutilizzassero l’acqua in modo efficiente all’interno dei sistemi.

A oggi l’impianto è situato in una serra da più di 500 m2, dove coltiviamo piante di vario tipo: dalle microgreens alle erbe aromatiche come melissa, coriandolo, basilico e basilico viola.

Con i pesci abbiamo iniziato con le Carpe Koi testando anche le tilapie. Una novità recente: stavamo aspettando l’ottenimento dei permessi per l’allevamento e la vendita a uso alimentare e le prassi igenico sanitarie da seguire. Attualmente dunque alleviamo la Carpa comune all’interno del nostro impianto, dove abbiamo una nicchia di vendita locale al dettaglio

Una delle nostre pratiche principali è il riciclo dell’acqua di scarto per coltivare le microgreens.

Sfruttiamo l’eccesso d’acqua proveniente dal sistema di acquaponica – che dovrebbe in ogni caso essere sostituita – e attraverso specifici processi di mineralizzazione la rendiamo idonea alla coltivazione delle microgreens. Il nostro impegno è incentrato sulla creazione di processi sostenibili che mirano a ridurre al minimo gli sprechi lungo tutte le fasi della nostra attività.

A chi vendete i prodotti?

All’inizio, ci siamo concentrati sulla vendita al dettaglio, ma ora abbiamo rivolto la nostra attenzione al settore della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) per sfruttare le economie di scala. Anche se sappiamo che i margini di profitto sono più ridotte con la GDO, abbiamo avviato la vendita ufficiale dei nostri prodotti presso supermercati e negozi di prodotti ortofrutticoli della nostra zona.

Inoltre, abbiamo investito in un packaging accattivante realizzato in parte con materiali riciclati, dando un ulteriore valore sostenibile ai nostri prodotti, abbiamo anche diverse cose in cantiere per i prossimi mesi.

Avete avuto problemi iniziali? Come li avete affrontati?

Inizialmente abbiamo avuto qualche problema tecnico con l’investimento. Siamo partiti in piccolo con impianti hobbistici utilizzando risorse finanziarie personali. Ci abbiamo messo circa 1 anno per aggiustare gli errori di percorso che possono incombere nella realizzazione e gestione di un impianto di acquaponica fatto da noi.

Negli scorsi mesi ad esempio, siamo passati dalla filtrazione meccanica a un filtro a tamburo più performante, abbiamo notato che questo incide in modo significativo sulle prestazioni complessive.

L’attuale costo di realizzazione degli impianti di acquaponica ha inoltre influito sulla realizzazione complessiva del progetto.

La concezione attuale dell’acquaponica per gli esordienti in questa tecnica è che un impianto debba essere progettato in funzione della coltivazione delle piante, mentre la realtà è ben diversa. Negli impianti di acquaponica, la salute e benessere dei pesci è la componente essenziale per un corretto funzionamento del ciclo dell’azoto e della riuscita complessiva.

Un altra sfida che abbiamo dovuto affrontare è la commercializzazione dei prodotti. È un lavoro che prende molto tempo e organizzazione iniziale. Dalla realizzazione di un packaging accattivante fino alle trattative con i distributori, il lavoro è molto.

Considerazioni sull’acquaponica

Attualmente in Italia sono assenti certificazioni legislative o normative per consentirci di differenziare il prezzo di un prodotto realizzato con tecnica acquaponica. Produciamo prodotti che sono realmente differenti da quelli attualmente presenti sul mercato.

Le nostre piante a foglia verde e le nostre erbe aromatiche sono più buone, più digeribili e proprietà organolettiche superiori, e questo non lo dico io, ma i nostri clienti. Sarebbe pertanto utile avere una distinzione sull’etichetta.

La dipendenza energetica degli impianti è un altro punto cruciale per il successo di questa tecnica. L’approvvigionamento degli avannotti incide sul lungo periodo, e riprodurre gli animali in azienda sarebbe più indicato per avere un ciclo produttivo più ecologico.

Come detto poco fa inoltre, i costi di realizzazione al pari degli impianti di acquacoltura R.A.S. moderni, influiscono come “barriera d’ingresso” per lo sviluppo dell’acquaponica come tecnica largamente utilizzata.

Positivi

La sostenibilità complessiva dell’acquaponica è il motivo principale che mi ha spinto ad aprire Novacoltura. Di fatto, non stiamo parlando della sostenibilità produttiva di un solo prodotto (piante) bensì della sostenibilità ambientale per la produzione di due prodotto (piante e pesci) in un unico impianto.

I prodotti fatti in acquaponica sono più “puliti”, non c’è terra e i fertilizzanti provengono dallo scarto del pesce.

Quali consigli daresti a chi vuole avviare un’attività acquaponica?

Consiglio a chi non ha esperienza in acquacoltura di partire con un piccolo impianto pilota, o di realizzare prima un impianto di idroponica e prendere mano, poi successivamente realizzare un impianto di acquaponica dopo aver accumulato un pò di esperienza.

La strategia commerciale è importante. Ricordiamoci che è un’azienda vera e propria e la vendita del prodotto deve essere chiara, decisa e definita prima mandare a produzione l’impianto. Noi abbiamo iniziato con un impianto artigianale d prova e successivamente ci siamo ingranditi con un impianto commerciale.

Se non si hanno competenze specializzate, ritengo che sia indispensabile affidarsi a consulenze specializzate per evitare di generare problemi che potrebbero causare lo stallo del sistema.

Ricordiamoci che all’interno dell’impianto vivono degli animali, quindi le competenze sono importanti.

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