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Il fuorisuolo abbraccia automazione, robot e intelligenza artificiale 

Il movimento 4.0. La nuova ondata di automazione e digitalizzazione, ha già iniziato a investire anche il settore primario. Il fuorisuolo si proclama come campo ideale di applicazione per valorizzare le caratteristiche di produttività e ottimizzare l’uso delle risorse. A NovelFarm, quest’anno, potrete trovare anche una innovativa sessione sulla cyber agriculture. L’appuntamento è il 25 e 26 maggio, nel complesso di Pordenone Fiere. 

Le tecniche di coltivazione fuorisuolo, compresa l’acquaponica, hanno la loro massima espressione nel sistema di vertical farm e garantiscono una lunga serie di vantaggi. Tra questi notiamo produttività altissime, senza paragoni con quelle dell’agricoltura tradizionale, bassissimi consumi di acqua e nutrienti, nessuna necessità di pesticidi e, in più, il totale controllo delle caratteristiche del prodotto. Tra l’altro l’agricoltura fuorisuolo non subisce nessuna influenza da parte delle condizioni climatiche e accorcia drasticamente il percorso delle catene logistiche.

Il problema maggiore in questo tipo di coltivazioni, specie quando si vuole costruire un grande impianto in maniera rigorosa, ci sono gli elevati costi in conto capitale ad inizio attività, costi energetici ed esigenze gestionali sofisticate. La risposta che hanno dato i produttori a queste problematiche è stata, ed è, quella di investire ingenti risorse sulla tecnologia

A NovelFarm il 26 maggio sarà quindi per la prima volta presente la sessione Cyber Agriculture. L’obiettivo di questa sessione è quello di fornire una panoramica delle innovazioni sviluppate per rendere le vertical farm, l’acquaponica, e in generale le coltivazioni fuorisuolo, le soluzioni più efficienti in assoluto per la produzione di gran parte delle varietà vegetali.

Se quando si parla di “sostenibilità” si intendono tutti le declinazioni del termine, compresa quelle economica e sociale, la digitalizzazione e l’automazione sono fondamentali nel fuorisuolo, come spiega Alberto Pardossi, dell’Università di Pisa. Con l’utilizzo pervasivo di sensori è infatti possibile avere sempre sotto controllo le condizioni di crescita delle piante, per esempio ottimizzando l’illuminazione.

L’innovazione in ambito tecnologico, inoltre, è fondamentale anche nei confronti del malo utilizzo delle materie prime. Costruendo vertical farm e serre automatizzate si riduce al minimo la necessità di manodopera non specializzata e a impiego saltuario. Questo eviterebbe l’utilizzo sconsiderato di un “mare di plastica” che è il materiale maggiormente usato per costruire serre tradizionali a bassa tecnologia. Abbiamo modo di vedere come l’utilizzo della plastica non incida solo a livello d’inquinamento dell’ambiente, a causa della dispersione delle coperture delle serre, ma anche del paesaggio, come ad esempio sta succedendo nella regione di Almeira, nel sud della Spagna.

Alle serre tradizionali si contrappongono diverse alternative: ad esempio una serra come quella illustrata da Carlo Castoldi di Automha, uno dei grandi specialisti mondiali nei magazzini automatici. Effettivamente realizzata e funzionante in Olanda, questa serra utilizza la tecnologia dei carrelli transelevatori per muovere i blocchi idroponici senza alcun intervento umano. In questo modo ottimizza la posizione dei blocchi in base alla fase di crescita e semplifica la raccolta

Rispetto a quanto accade con i metodi tradizionali, il successo di una coltura fuorisuolo e di una vertical farm dipende dalla sua accurata progettazione. Esistono ormai molti strumenti software e aziende di consulenza che aiutano i vertical farmers a realizzare, in modo virtuale, la propria fattoria, dando la possibilità di testarne il funzionamento prima di costruirla.

Così facendo si possono ottimizzare aspetti che in fase di progettazione potrebbero non essere considerati critici ma si rivelano tali nel momento della effettiva messa in azione dell’impianto. Questo argomento sarà trattato da una di queste aziende, Agritecture, con l’intervento del Lead Agronomist, David Ceaser.  Agritecture collabora da anni con NovelFarm nel suo censimento annuale sulle coltivazioni fuorisuolo in tutto il mondo. L’ultima edizione del censimento sarà presentata a NovelFarm nella sessione d’apertura. 

Alcuni stanno addirittura facendo il passo successivo, una logica conseguenza del considerare la farm un impianto totalmente automatizzato in cui entrano sementi, acqua e nutrienti ed escono prodotti alimentari. È il caso di ONO Exponential Farming, di cui è fondatore Thomas Ambrosi, che ha portato a sviluppare vertical farms modulari totalmente automatizzate e sensorizzate, gestite da applicazioni d’intelligenza artificiale. Queste vertical farms sono vere e proprie macchine per produrre cibo e gli operatori non devono intervenire sulle colture se non in casi eccezionali e per la manutenzione dell’impianto.

Le Exponential Farms possono essere collocate ovunque: in magazzini, capannoni, edifici abbandonati dove siano disponibili collegamenti elettrici e idrici e vengono fornite pronte, chiavi in mano. La stessa filosofia è seguita dai produttori di container farms, come spiega Daniele Bertocchi, CEO di Greatit, un esempio italiano, con il valore aggiunto della estrema facilità di trasporto e la possibilità di essere collocate anche all’aperto. Questo le rende ideali per situazioni temporanee, come emergenze, ma anche per il retrofitting, per esempio sulle navi logistiche, militari e da crociera.

La robotica è applicabile anche in architetture di farm meno spinte. La ricerca e lo sviluppo hanno portato sul mercato robot per serre dedicate a diverse fasi della coltivazione, soprattutto quella di raccolta che è quella a maggior impiego di manodopera. NovelFarm ha ospitato in passato diversi esempi di questi automi. In questa edizione ha deciso di presentare al pubblico italiano un tipo meno noto di robot: quello volante.

Antonio D’Argenio, Vicepresidente di ASSORPAS, l’associazione che riunisce gli operatori di droni leggeri, spiega l’uso sempre maggiore degli stessi in agricoltura e sottolinea che tra i settori in crescita c’è quello delle macchine da ambienti chiusi. Un esempio affascinante sono i droni per il controllo degli insetti nocivi nelle serre semi-chiuse di Pats-Indoor Drone Solutions, presentati dal CEO Bram Tijmons. Il prossimo passo potrebbe essere quello di inserire nelle farms droni impollinatori.

Il moderatore della sessione è Alessandro Piscopiello, giornalista di Edagricole, l’editore storico che ha accompagnato l’agricoltura italiana in molte fasi del suo sviluppo. Una chiara dimostrazione che il fuorisuolo e le vertical farm sono solo la nuova fase delle colture.

Appuntamento quindi la settimana prossima a Pordenone Fiere il 25 e 26 maggio con la Cyber Agriculture e tutti gli argomenti più rilevanti e attuali della produzione sostenibile di cibo. 

Per partecipare gratuitamente, è necessario registrarsi e scaricare il biglietto: www.novelfarmexpo.it/visitare/

NovelFarm è il più importante evento italiano interamente dedicato alle nuove tecniche di coltivazione, fuori suolo e vertical farming. AquaFarm è la mostra-convegno internazionale dedicata ad acquacoltura e industria della pesca sostenibile. Quest’anno affiancate da AlgaeFarm, appuntamento dedicato a tecnologie e applicazioni in alghicoltura.

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