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Biotecnologia in Azione: Marcello Ferrari e la Sua Rivoluzione Acquaponica

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Marcello Ferrari, un biotecnologo specializzato in biorisorse e sviluppo ecologico, che ha intrapreso un percorso affascinante nell’acquaponica durante la pandemia di COVID-19. Marcello ci ha raccontato come ha scoperto l’acquaponica e la sua esperienza nello sviluppare un sistema fai da te.

Come hai scoperto l’acquaponica e cosa ti ha spinto ad approfondire questa tecnica?

Personalmente io sono un biotecnologo specializzato in biorisorse  e sviluppo ecologico.

Durante la pandemia, un giorno, con un amico ho scoperto l’acquaponica e sono rimasto subito affascinato dai processi molecolari coinvolti. Ho studiato la documentazione disponibile sul web per circa tre mesi e poi ho deciso di realizzare un piccolo sistema acquaponico fai da te. La cosa interessante dell’acquaponica è che combina molte discipline diverse, come biologia, agronomia, meccanica dei fluidi, processi molecolari e acquacoltura, offrendo una prospettiva pratica su molti argomenti. Studiandola dunque, si entra in contatto con molte discipline che si intrecciano fra loro e si legano in questo sistema.

Come hai avviato il tuo primo sistema acquaponico?

Ho iniziato con 3 grow bed classici e ho avviato un ciclo interno sterilizzando l’acqua in entrata del sistema. Dopo poco ho inserito i pesci che sfortunatamente sono morti per una batteriosi. Se non hai la struttura di base dei processi biochimici potrebbe risultare complicato fare acquaponica con sistemi di dimensioni maggiori, ma dagli errori si può imparare. Ho quindi comprato dei libri per apprendere meglio come allevare i pesci ed evitare di commettere gli stessi errori.

Quali sono stati i passi successivi dopo i primi errori?

Dopo aver ristrutturato l’impianto e averlo collaudato, ho deciso di ampliarlo. Sono passato da un volume d’acqua di 1200 litri a 2200 litri e ho aumentato lo spazio per le piante da 75 a 200 unità. Ho configurato i sistemi idroponici con la tecnica NFT (Nutrient Film Technique) e coltivazione verticale su scaffalature, riutilizzando l’acqua di scarto ricca di nutrienti per la coltivazione di microgreen.

Aquaponica Ferrari di Marcello Ferrari, acquaponia indoor fai da te

Perché hai scelto la coltivazione acquaponica e come vedi il suo futuro?

Credo che l’acquaponica e l’agricoltura fuori suolo in generale non sostituiranno l’agricoltura tradizionale, ma saranno complementari a essa. Queste tecniche permetteranno di coltivare il suolo in modo più sostenibile, mantenendo il carbonio nel terreno ed evitando il suo sfruttamento eccessivo. La produzione di frutta e verdura a foglia, secondo me, dovrà necessariamente passare da queste tipologie di coltivazioni per questioni di rendimento.

Dove si trova il tuo impianto e come è strutturato?

Il mio impianto è situato all’interno di un capannone che possiedo. È alimentato a energia fotovoltaica e illuminato con LED a spettro viola, bianco e blu. L’impianto è composto da diversi ambienti: un sistema di acquacoltura con vasche per i pesci e un sistema di coltivazione per le piante. Utilizzo anche insetti antagonisti per gestire i patogeni e fitofarmaci biologici per risolvere eventuali problemi.

Quali sono state le maggiori difficoltà che hai incontrato?

Gestire gli insetti è stata una sfida, ma l’uso di insetti antagonisti e fitofarmaci biologici mi ha aiutato a risolvere i problemi. È fondamentale anche gestire la luce per la coltivazione di zafferano e altre piante, garantendo un apporto adeguato in base al tipo di coltivazione che si sta portando avanti. Ho imparato molto sulla gestione della salute dei pesci, mantenendo una biomassa bassa e riducendo lo stress degli animali. Ho anche integrato piante acquatiche per rispettare al meglio il ciclo naturale.

Cosa coltivi nel tuo impianto?

Produco attualmente insalate, verze, fragola e altre colture a foglia, oltre a erbe aromatiche come menta, basilico e prezzemolo. Coltivo anche microgreens e fiori eduli, e ho iniziato a coltivare cipolle nel sistema acquaponico.

Quali consigli daresti a chi vuole intraprendere un progetto di acquaponica?

Consiglierei come prima cosa di comprendere bene cosa produrre e a chi vendere i prodotti coltivati. È importante creare un business plan adeguato e considerare eventuali finanziamenti. Iniziare con impianti di piccole dimensioni per poi espandersi gradualmente è fondamentale. Anche la gestione iniziale della quantità di pesci deve essere ridotta per minimizzare lo stress e le potenziali perdite.

Conclusione

La storia di Marcello dimostra come la passione e la dedizione possano trasformare una semplice curiosità in un progetto di successo. Nonostante le sfide iniziali, Marcello ha saputo superare gli ostacoli e ampliare il suo sistema acquaponico. Il suo consiglio di iniziare in piccolo, pianificare attentamente e adattarsi agli imprevisti è fondamentale per chiunque voglia intraprendere un percorso nell’acquaponica. Grazie a Marcello per aver condiviso la sua esperienza e per ispirare altri a esplorare questa affascinante tecnica agricola.

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